Paolo Troilo

Mostra personale di Paolo Troilo.
Fabbrica Eos, MilanoDall'11 novembre al 12 dicembre 2009
Espongono: Paolo Troilo
Nuova personale, stessi soggetti. Paolo Troilo torna e si moltiplica.
L’ossessione asmatica dell’artista verso il suo corpo, messo a nudo in contrazioni al limite, prosegue e si evolve in opere note per l’irruenza espressiva e la potenza titanica. I suoi autoritratti - formulati con una gestualità da action painting e nella dicotomia del “digitale”, inteso come scatto fotografico preparatorio da una parte e impronta fisica delle dita dall’altro - sono gli appuntamenti del quotidiano confronto autoanalitico di Paolo Troilo. La tecnica, nella scelta di un rapporto viscerale con la pittura, è il metodo personale dell’artista e al contempo veicolo di un significato più universale: l’emancipazione di una espressività genuina e non censurata.
Libera da convenzioni formali, la fisicità del soggetto dipinto si agita e si contorce come in un moderno Prometeo alle prese con le sue pulsioni.
L’introspezione, visionaria e reiterata, è presentata in questa mostra con nuovi lavori nei quali il corpo dell’artista si sdoppia in “Troili” clonati e multipli, fusioni platoniche in lotta per la singola sopravvivenza.
La sfida si congela in un equilibrio contraddittorio di forze; quella inscenata è una partita nella quale Troilo è sia arbitrio che giocatore. Chi sopravvivrà e perché?
Lontani dall’essere mera autocelebrazione, questi dipinti riflettono un’urgenza declinata su diversi piani di lettura: da una parte la necessità di sfuggire alle regole, tentando la fuga, dall’altra la volontà di sopravvivere ad esse, preservando e lottando con il proprio io interiore.
Alla consueta scelta dell’artista di utilizzare un acromatismo virato sulle gradazioni dei grigi e sui contrasti del bianco e del nero, si aggiunge una venatura di colore nella grande installazione pensata ad hoc per lo spazio espositivo: una macchia, concreta e reale, oggetto della contesa di gigantesche figure.
Paolo Troilo espone inoltre per l’occasione le sue prime elaborazioni scultoree, diretta evoluzione in 3D del precedente ciclo pittorico – legato alle dinamiche di gioco dei videogame - dove virtuale e reale si confondono dando vita a forme visionarie.
